Olio di palma: è davvero così dannoso?

Oggigiorno sono sempre di più le grandi aziende che cercano di eliminare della propria lista degli ingredienti l’olio di palma, materia prima per la quale molti hanno dato un parere negativo, ma dall’altra parte non sono mancati neppure commenti positivi circa questo alimento come nel caso della Nutella di Ferrero. Visto che si può dire che la verità sta nel mezzo, abbiamo pensato di parlarvi un po’ di questo prodotto che si ricava tramite diversi processi applicati ai frutti della palma.

Come si presenta l’olio di palma

L’olio di palma grezzo, che si presenta di un tipico colore rosso, è costituito al 50% da acidi grassi insaturi e saturi, ma anche da vitamina E, fitosteroli e carotenoidi. Questo, però, non è la variante utilizzata nella maggior parte dei prodotti da supermercato; difatti, in quel caso si parla della versione raffinata, che comporta poi la formazione di altri due tipi di olio ossia la palm-stearina (sfruttato non solo nell’industria alimentare) e la palm-oleina (utilizzato soprattutto per le fritture).

Ad ogni modo, con il processo di raffinatura tutti gli elementi buoni che si trovano nella versione grezza – vitamina E e carotenoidi – sono eliminati e diminuiti nella quantità, mentre che rimangono invariati gli acidi grassi. Ma perché, visto queste caratteristiche, l’olio di palma è stato così a lungo utilizzato e tutt’oggi è ancora utilizzato?

Questo prodotto, usato specialmente nei preparati da forno, permettono di ottenere un prodotto dal gusto particolarmente invitante e, peraltro, non ha problemi di irrancidimento. Non dimentichiamoci, poi, che ha un costo basso se paragonato alla resa.

L’olio di palma fa davvero male?

Durante il mese di marzo, l’EFSA aveva sottolineato tramite uno studio che alcune sostanze all’interno dell’olio di palma sono cancerogene. I 2-MCPD, 3-MCPD e glicidi esteri degli acidi grassi sono le sostanze dannose che si sviluppano durante la raffinazione e cottura con temperatura superiore ai 200°C. Questa cosa, però, avviene anche in tutti gli oli e grassi vegetali.

Visto che il rischio derivante da queste sostanze è considerato nei limiti, proprio come se fossimo esposti ai fattori ambientali, l’olio di palma non è vietato. Ad ogni modo, il rischio di incorrere nel cancro con l’olio di palma può essere equiparato a quello a cui si va incontro con altri alimenti, come la caffeina e l’alcool.

Uno studio recente, condotto sui topi, ha messo in evidenza che una dieta ricca di olio di palma porta allo sviluppo del diabete di tipo 2. Questo perché quest’ultimi introducevano per l’appunto alimenti ricchi di grassi saturi, elemento che coinvolge una proteina in particolare che può anche portare a complicanze legate sempre al diabete (problematica cardiovascolare e nefropatiche).

L’olio di palma – e tutti gli oli vegetali – possono pure fare male all’ambiente! Questo perché per la produzione di quantità enormi di questi prodotti è necessario sfruttare ampi terreni in cui coltivare le piante. Il danno evidente, quindi, è la deforestazione e la distruzione dell’habitat naturale per alcune specie animali; non dimentichiamo, poi, anche l’inquinamento e conflitti sociali.

Nel complesso è possibile affermare che alcuni danni sulla salute dell’uomo vi sono, ma bisogna sempre tenere conto del fatto che un prodotto di questo tipo, anche privato di questo olio vegetale, potrà essere sempre di pessima qualità e nuocere alla salute, soprattutto se è ricco di zuccheri e privo di micronutrienti!