Il ruolo delle fibre alimentari nell’alimentazione

Come saprete, le fibre sono davvero molto importanti per il nostro organismo; a livello digestivo, queste non vengono lavorate dal pancreas o dall’intestino, bensì sono degradate per la maggior parte dai batteri presenti nel colon.

Le stesse fibre, inoltre, possono essere suddivise in ben due tipologie, le solubili ed insolubili, ed entrambe assumono un importante ruolo nella nostra alimentazione dei batteri intestinali, visto che sono in grado di mantenere un’ottima salute del nostro intestino. Ora analizzeremo nel dettaglio come si presentano questi due tipi di fibre e come vanno ad agire sul nostro organismo!

La differenza tra fibre solubili e fibre insolubili

Come abbiamo appena accennato, le fibre possono essere di due tipi e in base alla solubilità di queste - in un ambiente ricco d’acqua - si possono per l’appunto definire solubili o insolubili. Nel primo caso, le fibre solubili includono pectine, mucillagini, gomme, oligosaccaridi non digeribili ed una parte delle emicellulose. Per assumere questa tipologia di fibre basterà servire in tavola i legumi come piselli, fagioli, avena, orzo, ma anche frutta come arance e mele oppure carote.

Questo tipo di fibre si contraddistinguono senz’altro per essere quelle più degradabili e viscose. Non dimentichiamoci, neppure, che le fibre solubili sono anche quelle che assorbono glucosio ed acidi grassi del pasto e quindi riducono l’apporto delle calorie, abbassando pure l’insulina.

Le fibre insolubili, invece, sono quelle che comprendono la cellulosa, la lignina e le emicellulose a basso grado di ramificazione. Queste le possiamo assumere mangiando alimenti come il grano, riso, avena, cavolfiori, sedano, patate e fagioli.

Questo tipo di fibre, assorbendo più acqua, invece, sono quelle in grado di far aumentare il volume delle feci, dandogli una consistenza più morbida e quindi rendendo il loro transito nell’intestino migliore.

Che fine fanno le fibre nel nostro organismo?

Durante la nostra alimentazione, il 90% delle fibre che vengono assunte sono lavorate dalla microflora intestinale, producendo per l’appunto gli acidi grassi a catena corta che, poi, in parte sono eliminati tramite le feci, mentre che la maggior parte di esse viene utilizzata per nutrire le cellule del colon. Solo il 5% viene sfruttato per fornire energia al nostro organismo.

Consumando le fibre è possibile, non solo, bilanciare l’attività intestinale, ma si possono pure prevenire diverse malattie connesse proprio all’intestino. Parliamo, ad esempio, di stipsi, colite spastica, cancro al colo, ma anche di diabete ed il rischio di malattie cardiovascolari.

Inoltre, le fibre tendono anche a dare maggiore sazietà!